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Droni e privacy, le Autorità europee chiedono garanzie

Direttive per costruttori, operatori e legislatori: ecco cosa è emerso dalla riunione del Gruppo Articolo 29 su Apr e riservatezza

22 giugno 2015

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Quadricopters

Le Autorità per la privacy europee lanciano l’allarme sul rischio droni per la riservatezza. Riunite nel Gruppo Articolo 29, le agenzie hanno fornito una serie di indicazioni e raccomandazioni a costruttori e operatori, oltre al legislatore nazionale ed europeo e ai regolatori del settore.

DAI COSTRUTTORI AI LEGISLATORI: LE DIRETTIVE SU DRONI E PRIVACY

Nel dettaglio, secondo quanto elaborato dal Gruppo Articolo 29, gli operatori avranno l’obbligo di, si legge nel comunicato del Garante Privacy italiano, “fornire un’informativa tenendo conto delle peculiarità delle operazioni svolte, dai classici cartelli, a informative sui siti di ciascun operatore, a piattaforme uniche che raccolgano le informazioni sui voli fino all’adozione di misure per rendere il più possibile visibile e identificabile un drone. Gli operatori inoltre dovranno scegliere una tecnologia che limiti la raccolta e il trattamento dei dati a quelli indispensabili alle loro finalità e adottare idonee misure di sicurezza”.

Al legislatore nazionale e europeo e ai regolatori di settore il WP29 raccomanda l’introduzione e il rafforzamento delle norme che consentano l’utilizzo dei droni nel rispetto dei diritti fondamentali; lo sviluppo e l’introduzione (in collaborazione con i rappresentanti dell’industria, i costruttori e gli operatori di settore) di criteri per la valutazione di impatto privacy; l’individuazione di modalità di cooperazione tra autorità di protezione dei dati e autorità per l’aviazione civile; l’utilizzo dei fondi di ricerca Eu per l’individuazione di strumenti tecnologicamente adeguati per fornire l’informativa agli interessati e favorire l’identificazione dei droni.

Ai costruttori, infine, il WP29 raccomanda l’adozione di misure di privacy by default, la promozione di codici deontologici, l’adozione di misure per rendere il più possibile visibile e identificabile un drone.

SORO: “IL PARERE DEI GARANTI È UN PRIMO PASSO”

“La sola ampiezza delle applicazioni oggi note, dalla ricognizione di aree impervie alle riprese di eventi o manifestazioni, dal monitoraggio di aree urbane alla verifica di impianti e strutture complesse fino agli usi amatoriali o ricreativi, dà bene l’idea di quali possono essere i potenziali rischi per la privacy delle persone – afferma Antonello Soro, presidente del Garante privacy italiano e relatore del progetto -. Le attuali regole giuridiche rischiano di non essere più adeguate a questi nuovi sistemi di raccolta di dati personali così invasivi. Dobbiamo puntare sempre di più sulla ‘privacy by design’, su tecnologie rispettose dei diritti di libertà delle persone fin dalla loro progettazione. Il parere dei Garanti Ue è un primo passo”.

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22 giugno 2015

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